I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono una caratteristica, una neurodiversità, ovvero modi diversi che ha il cervello di funzionare e apprendere. Questo spiega perché, ad esempio, l’apprendimento attraverso la semplice lettura e ripetizione di un testo non è sempre adeguata ad un bambino/ragazzo con disturbo Specifico dell’apprendimento. Lo stesso alunno posto di fronte ad un video o ad mappe con immagini apprenderebbe facilmente, con meno difficoltà e fatica. Lo stesso Einstein affermava “Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà l’intera vita a credersi stupido”.
Ecco allora che la diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento non è da concepirsi come una “stigmatizzazione” anzi è un assecondare lo stile di apprendimento di ciascun alunno. Essa consente di conoscere i punti di debolezza e di forza che caratterizzano l’apprendimento di ciascun bambino/ragazzo affinché il suo metodo di studio sia personalizzato e calibrato sulle sue risorse. In tal modo tutti i soggetti che si occupano direttamente dell’apprendimento (insegnanti, tutor, genitori..) possano adeguarsi al suo modo di imparare.
Effettuare una valutazione diagnostica, quindi, significa garantire un sereno percorso scolastico e comprendere quali siano la natura delle difficoltà dei bambini/ragazzi.
Le etichette “pigro e svogliato”, “intelligente ma non si applica abbastanza” creano delle risonanze psicologiche non indifferenti: lo studente spesso si identifica con quell’etichetta e prova un forte senso di impotenza, perdendo la motivazione ad ottenere buoni risultati.
La valutazione diagnostica consente di tutelare i bambini/ragazzi con DSA anche da un punto di vista legale: essi hanno diritto ad un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che tutti i docenti devono rispettare (legge 170/2010). Non è una facilitazione del percorso scolastico, è consentire di usufruire di strumenti di supporto (mappe, tabelle, schemi..) per bypassare la lettura stentata e comunque imparare la geografia, per svolgere gli esercizi di matematica nonostante la difficoltà a ricordarsi le tabelline, per apprendere la storia malgrado non si riesca a memorizzare nomi e date.
Dott.ssa Giuliana Faranda
Psicologa Psicoterapeuta
