Per chi ha vissuto la scuola prima “dell’era del registro digitale” e in assenza di strumenti tecnologici come quelli attuali, sa perfettamente cosa significasse non scrivere i compiti sul diario: andare impreparati a scuola ed assumersi la responsabilità dell’inadempienza.
L’ansia di non aver studiato ci spingeva a mantenere la concentrazione ed a trascrivere i compiti, insomma a non commettere un’altra volta lo stesso errore!
In questa semplice e forse banale rievocazione di tempi passati emerge forte l’esigenza di notare ciò che è andato perdendosi con l’avvento del registro digitale: abbiamo deresponsabilizzato i nostri ragazzi rendendoli passivi recettori di obblighi, delegando l’onere della trascrizione dei compiti ai docenti. Questi ultimi sono oggetto, addirittura, di richiami in caso di errori o dimenticanze.
I ragazzi, dal canto loro, sono costantemente iperprotetti e ovattati dagli adulti, scongiurando in tal modo la possibilità di commettere errori, comprenderne le conseguenze ed imparare… crescendo.
Impegnarsi a scrivere sul diario i compiti stimola, inoltre, i nostri ragazzi a mantenere la concentrazione, memorizzare ed incominciare, sin dalla mattina, ad organizzare il proprio lavoro a casa. Riprendiamo in mano il diario, perché possano essere attivi del proprio percorso di crescita.
Dott.ssa Giuliana Faranda
Psicologa Psicoterapeuta
