FAQ

In questo spazio puoi trovare, suddivise per area tematica,
domande e relative risposte che i clienti ci pongono più frequentemente.

area Psicologica
Domande frequenti

La psicoterapia è un percorso di trattamento del disagio psicologico attraverso specifiche strategie e tecniche. Il percorso avviene tramite incontri tra paziente e psicoterapeuta volti sia a comprendere le cause del malessere, sia ad ipotizzare, concordare e mettere in atto interventi terapeutici mirati.

Lo Psicologo si occupa della promozione del benessere della persona e non può trattare terapeuticamente disturbi psicologici e psichiatrici.
Lo Psicoterapeuta è un Psicologo o Medico, abilitato ad effettuare interventi psicoterapeutici, quindi figura al quale è consentito l’utilizzo di tecniche e strategie specifiche.

È una forma di trattamento psicoterapeutico che è risultata essere efficace per una serie di problematiche tra cui depressione, disturbi d’ansia, disturbi alimentari, dipendenze tra sostanze e/o alcol e gravi malattie mentali.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, in genere, è una terapia breve. Di solito il trattamento ha una durata media di sei mesi, ma che si estende a dodici o più quando la problematica è complessa ed è presente una grave sofferenza emotiva.

L’ansia è una delle emozioni di base che consiste in un insieme di reazioni cognitive (senso di vuoto mentale, attenzione selettiva a specifici aspetti dell’ambiente, pensieri negativi, immagini catastrofiche…), comportamentali (tendenza a fuggire da alcune situazioni o evitarle…) e fisiologiche (aumento frequenza cardiaca, sudorazione, tremore, vertigini, nausea…). Essa non è un fenomeno anormale, anzi si attiva quando una situazione viene percepita come soggettivamente pericolosa.

Si struttura un disturbo d’ansia quando l’attivazione emotiva è eccessiva o incongruente alla situazione considerata pericolosa. In questi casi la persona fatica ad affrontare anche le situazioni più comuni.

È un’intensa paura, irrazionale e sproporzionata per un’oggetto, una situazione, animali e reazioni che non rappresentano oggettivamente una minaccia. Rientra a far parte dei disturbi d’ansia. I sintomi comuni sono: tachicardia, nausea, eccessiva sudorazione, spossatezza, tremori, senso di soffocamento. Di solito viene trattata tramite psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Il Disturbo Depressivo Maggiore è classificato come disturbo dell’umore. Si caratterizza per specifici sintomi, tra cui sensazioni intense di tristezza, vuoto, apatia, irritabilità, insonnia o ipersonnia, perdita di appetito o viceversa, affaticabilità e tendenza a svalutarsi e colpevolizzarsi. Tali sintomi devono essere presenti tutti i giorni per almeno due settimane.

È un intervento rivolto a genitori che incontrano stanno affrontando difficoltà nel proprio ruolo. Lo scopo è quello di aiutare i genitori a comprendere meglio quali siano gli stili educativi più efficaci nella gestione della relazione con i propri figli. Quando necessario i genitori vengono guidati nell’acquisizione ed utilizzo di strategie opportune per influenzare positivamente la crescita sana dei figli.

È un intervento psicologico rivolto ai genitori per affrontare efficacemente le problematiche emotive e comportamentali dei propri figli. È risultato efficace in presenza di disordini comportamentali dei minori come Disturbo oppositivo-provocatorio (DOP), Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), autismo, disordini alimentari e problemi d’ansia.

Gli obiettivi del Parent Training variano a seconda delle problematiche oggetto di intervento. Sono comunque presenti delle linee comuni tra i diversi programmi, tra cui migliorare la comunicazione tra genitori e figli, aumentare la consapevolezza degli problemi educativi, fornire metodi educativi funzionali e migliorare la relazione tra genitori e figli.

Il significato del termine Mindfulness è consapevolezza. Si tratta di un processo che consiste nel portare attenzione al momento presente, in maniera non giudicante e con curiosità. Lo scopo della Mindfulness è di cambiare il rapporto con i propri pensieri, emozioni e persino con la sofferenza, accogliendoli e accettandoli.

area pedagogica
Domande frequenti

Sono disturbi del neurosviluppo, che coinvolgono le abilità di lettura, scrittura e calcolo. Queste abilità, di norma, si sviluppano in modo progressivo e con una certa velocità, ma nei bambini con DSA si acquisiscono con fatica e con scarsi risultati e si presentano lente, stentate, con errori.tempor iudicabit vix eu. Duo adhuc noluisse incorrupte.

Sono Dislessia (disturbo specifico della Lettura), Disortografia (disturbo specifico della Scrittura),
Discalculia (disturbo specifico del Calcolo),
Disgrafia (disturbo specifico del Tratto Grafico).
Sono suddivisi per area coinvolta, ma è molto diffusa la compresenza di due o più DSA nello stesso studente.

A scuola, insegnanti attenti notano difficoltà persistenti nell’apprendimento della letto-scrittura e/o del calcolo, facile distraibilità, attenzione fragile, difficoltà di memorizzazione e/o di argomentazione scritta o orale, lentezza nell’operare. 

Oltre alle caratteristiche relative all’apprendimento specificate pocanzi, a casa, specie nelle situazioni più severe, i bambini risultano svogliati, poco collaborativi durante i compiti e manifestano (alle volte) un rapporto ostile con gli impegni scolastici. Non è raro che, specie i molto piccoli, riferiscano mal di pancia prima di andare a scuola. Sono comportamenti resistenti che sottolineano una sofferenza, che potrebbe essere un campanello d’allarme di difficoltà scolastiche.

Non si tratta assolutamente di disabilità. Si tratta di disturbi del neurosviluppo, che determinano delle precise caratteristiche e che coinvolgono la sfera relativa agli apprendimenti scolastici. Si nasce con DSA ma li si individua solo in età scolare, quando i bambini iniziano ad essere esposti all’apprendimento.

La valutazione diagnostica va fatta alla fine della seconda classe primaria per Dislessia, Disortografia e Disgrafia, alla fine della terza primaria per la Discalculia. Questo perché è necessario che il bambino sia stato sufficientemente esposto agli apprendimenti di base, prima di indagare se le sue difficoltà sono riconducibili ad un disturbo.

Ci si può rivolgere alle ASP territoriali di riferimento o a studi privati specializzati. Deve essere svolta da neurospichiatra o psicologo specializzato, che operano anche in équipe multidisciplinare, quindi con altri professionisti del settore.

Certo che sì! I test standardizzati, impiegati per la valutazione diagnostica sono tarati per età, e questo permette di fare diagnosi DSA anche sugli adulti. È però importante essere il più tempestivi possibile nell’individuazione di DSA, così da poter intervenire per migliorare il percorso scolastico dei nostri ragazzi, limitando anche le ripercussioni emotive e psicologiche che le difficoltà a scuola possono determinare.

La valutazione diagnostica va protocollata a scuola, in modo tale che si attivi il procedimento apposito, previsto dalla legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, che prevede, tra le altre cose, la formulazione del PDP – Piano Didattico Personalizzato, che servirà a tutela dello studente nel garantire un intervento inclusivo e personalizzato sulla didattica.

Avere un Disturbo dell’Apprendimento non pregiudica il futuro dei nostri ragazzi. Con interventi di trattamento (per i piccoli) e con l’acquisizione di un metodo di studio adatto alle sue caratteristiche, potrà portare avanti i suoi studi e scegliere il percorso di vita che vorrà. L’acquisizione del metodo di studio e padroneggiare strumenti informatici e analogici adatti alle proprie esigenze, permette infatti ad ogni studente di affrontare sia percorsi scolastici che universitari.

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